
Arriva finalmente il primo invito istituzionale per il Comitato per il Riconoscimento e la Tutela del Pane di Gela. Convocato da Giuseppe Alberto Zappietro presidente della Commissione Agricoltura pesca e Mare del Comune di Gela, dopo intercorsi con alcuni componenti che fanno parte del Comitato.
Colto con Soddisfazione l’invito da parte del Presidente del Comitato Riccardo Ascia, che ha accettato soprattutto con entusiasmo per il motivo della convocazione, conoscere il lavoro svolto dal Comitato riguardo il “Progetto Pane di Gela“
L’incontro è avvenuto alle sette di sera, dove il comitato ha provveduto a fare assaggiare l’antico pane di Gela fatto con i grani antichi integrali ed il pane iCasa panificato con farine setacciate entrambi preparati con lievito madre e secondo le tradizioni millenarie del territorio di Gela. Entrambi i pani pronti per l’ottenimento del marchio DOP in quando lo stesso Comitato oggi ha ricreato la filiera corta a Km 0.
Di questo e di altro si è parlato all’incontro, dove non sono mancate anche notizie e precisazioni riguardante la richiesta De.Co. presentata dallo stesso Comitato e che ricordiamo questa commissione è stata protagonista della stesura proprio del regolamento De.Co., poi approvato in consiglio Comunale per creare il Registro, dove verranno iscritti tutti i prodotti tipici locali che ne faranno richiesta.
Si è discusso anche della rottura tra il Comitato e l’assessorato alla sviluppo economico, dove alcuni consiglieri rivendicavano l’impossibilità da parte di tanti panificatori a potere panificare il pane di Gela proposto dal Comitato. Ebbene a tale proposito il presidente Riccardo Ascia ha fatto notare che le procedure di panificazione, le materie prime utilizzate e la loro provenienza sono imprescindibili, in quando non sono state dettate da un singolo soggetto, ma sono dettate dalla storia, dalle tradizioni accuratamente constatate attraverso testimonianze e ricerche storiche che distinguono il pane di Gela per l’autenticità e la particolarità del prodotto, rendendolo unico.
E’ impensabile che la panificazione del pane di Gela venga adattata secondo le necessità dei panificatori, contrariamente deve essere il panificatore a riadattarsi alle millenarie tecniche panarie da tempo abbandonate e soprattutto a riutilizzo delle antiche materie prime locali utilizzate da millenni, come i grani antichi. Questo naturalmente comportano dei costi ed investimenti per i panificatori, ma deve essere calcolato come un valore aggiunto alle proprie attività , altrimenti ognuno sia panificatore e produttore di grano o molitore può scegliere di starne fuori.
Non vi sono differenti pane di Gela, è stato più volte ribadito dal Presiedente Ascia che il Pane di Gela è uno. Da oltre 2700 anni, ha subito certamente un’evoluzione, riconosciuta dallo stesso Comitato fino a circa 60/70 anni fa, prima dell’avvento delle modifiche genetiche, dei pesticidi e diserbanti che anno cambiato radicalmente non solo il pane di Gela ma l’intera panificazione Gelese e globale.
Dopo queste ed altre precisazioni l’incontro si è concluso con un’approvazione del “Progetto Pane di Gela” del Comitato, ed inoltre il Presidente Zappietro conferma tutto l’appoggio necessario da parte della Commissione Agricoltura Pesca e Mare. Infine un impegno per una risoluzione in merito alle discrepanze venutosi a creare tra il comitato e ed i dirigenti dell’assessorato Svilippo Economico da parte di tutti i consiglieri presenti.
Alla riunione hanno inoltre partecipato i componenti della Commissione Agricoltura pesca e Mare i consiglieri Paolo Cafà , Giovanni Giudice, Davide Sincero, Gaetano orlando, mentre per il comitato oltre al presidente Riccardo Ascia erano presenti il Dott. Paolo Scicolone esperto nutrizionista e Arcangelo Gambino produttore di Grano.










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